{"id":2,"date":"2022-09-07T12:49:57","date_gmt":"2022-09-07T10:49:57","guid":{"rendered":"http:\/\/arignano.retedellacollinatorinese.it\/?page_id=2"},"modified":"2023-08-01T16:38:12","modified_gmt":"2023-08-01T14:38:12","slug":"archivio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/arignano.collinare.org\/index.php\/archivio\/","title":{"rendered":"Archivio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2022 il database realizzato nel 2010 sul software regionale <em>Guarini Archivi<\/em> di Regione Piemonte, \u00e8 stato riversato sul software di \u201cnuova generazione\u201d <em>M\u00e8mora<\/em> sempre realizzato da Regione Piemonte. La consultazione on line avviene su questo nuovo database, ma i campi sono sempre gli stessi descritti nella storia archivistica a seguire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019inventario \u00e8 consultabile on line cliccando sul pulsante<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-fe48e5de wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/archivi.collinare.org\/pwarig\/index.php\/Tree\/index\">ARCHIVIO<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Storia archivistica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Locali e documentazione prima del riordino del 2010<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019archivio del Comune di Arignano nel 2010 era collocato quasi totalmente<a href=\"#_ftn1\" id=\"_ftnref1\">[1]<\/a> in locali dell&#8217;edificio che fu dell&#8217;asilo &#8220;Ernestina Costa di Trinit\u00e0&#8221;. Tali locali sono propriet\u00e0 del Comune, grazie alla donazione dell\u2019asilo, ex Ente Comunale di Assistenza, avvenuta al momento della sua estinzione (cfr. deliberazione del C.C. n. 63, anno 1981).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il riordino \u00e8 stato realizzato in questi locali attrezzati dall\u2019amministrazione comunale con armadi compatti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intero fondo \u00e8 composto delle sezioni storica e di deposito dell\u2019archivio comunale, nonch\u00e9 dai fondi aggregati, vale a dire archivi prodotti da enti istituiti per svolgere alcune funzioni su \u201cdelega\u201d del Comune oppure da enti centrali, che \u201cdelegano\u201d il Comune allo svolgimento di una funzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019archivio \u00e8 dunque cos\u00ec composto:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\">\n<li>Archivio storico del Comune di Arignano (1731-1970, con carte fino al 2008);<\/li>\n\n\n\n<li>Archivio di deposito del Comune di Arignano (1971-2010, con antecedenti dal 1894);<\/li>\n\n\n\n<li>Archivio dello Stato Civile (1838- 2008);<\/li>\n\n\n\n<li>Archivio del giudice Conciliatore di Arignano (1866-1988);<\/li>\n\n\n\n<li>Archivio della Congregazione di Carit\u00e0 (E.C.A.) di Arignano (1825-1958);<\/li>\n\n\n\n<li>Archivio dell\u2019Ente Comunale di Assistenza di Arignano (1888-1979);<\/li>\n\n\n\n<li>Archivio dell\u2019Opera Nazionale di assistenza per Maternit\u00e0 e Infanzia (O.M.N.I) di Arignano (1927-1956);<\/li>\n\n\n\n<li>Archivio del Consorzio Medico Intercomunale in Arignano (1909-1958);<\/li>\n\n\n\n<li>Archivio del Consorzio Veterinario Intercomunale in Arignano (1906-1959);<\/li>\n\n\n\n<li>Archivio del Consorzio Ostetrico Intercomunale in Arignano (1911-1959);<\/li>\n\n\n\n<li>Archivio del Patronato Scolastico di Arignano (1913-1974);<\/li>\n\n\n\n<li>Archivio dell\u2019Asilo Infantile Ernestina Costa di Trinit\u00e0 di Arignano (1887-1986).<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima del riordino la documentazione si presentava sparpagliata con documenti, in parte raccolti in faldoni collocati in scaffali metallici, in parte ammassati a terra sciolti o riuniti in scatoloni, spesso con confusione tra le carte dell\u2019archivio storico e quelle del deposito, nonch\u00e9 tra le diverse serie tipologiche e anche tra le carte degli enti aggregati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c9 stato dunque necessario selezionare preventivamente il materiale documentario rinvenuto, suddividendolo in diversi insiemi cronologici o di enti produttori e di serie, attraverso le seguenti e successive fasi:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>individuazione e separazione delle carte dell\u2019archivio storico che termina con l\u2019anno 1970 (per gli affari chiusi da pi\u00f9 di 40 anni) da quelle appartenenti al deposito, a volte contenute anche in faldoni contrassegnati da anni non corrispondenti al contenuto ed evidentemente utilizzati solo per \u201csistemare\u201d, in qualche modo, i documenti che avevano perso la loro originaria collocazione durante i numerosi traslochi dell\u2019archivio in diversi locali del Comune<a href=\"#_ftn2\" id=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/li>\n\n\n\n<li>Ricognizione della documentazione conservata nei locali degli uffici comunali, come i registri dello Stato Civile, le deliberazioni originali, le determine, i verbali della Commissione Elettorale Comunale, etc. Si \u00e8 stabilito con gli uffici quali serie o archivi portare in archivio.<\/li>\n\n\n\n<li>Individuazione delle serie omogenee (volumi e registri, raggruppati per omogeneit\u00e0 di procedimento amministrativo e tipologia) di pertinenza del Comune e loro separazione da quelle prodotte da altri enti e considerate, quindi, archivi aggregati. Per questo motivo sono state estratte tali serie dalla corrispondenza comunale dove erano in parte collocate (a causa di un improprio uso del Titolario dell\u2019archivio, che prevede, ad esempio, i carteggi con la Congregazione di Carit\u00e0 inseriti nella Categoria II o la corrispondenza con il Giudice Conciliatore archiviata nella Categoria VII nel prevede, come \u00e8 giusto se si tratta di carteggio con il Comune, ma non se si tratta di carte dell\u2019ente in questione). I documenti degli altri enti sono stati, dunque, ricondotti al proprio archivio di appartenenza e inseriti nella struttura gerarchica che ne rispecchia le funzioni.<\/li>\n\n\n\n<li>Suddivisione del carteggio comunale (corrispondenza varia e circolari, stampati, etc.) nelle diverse Categorie e classi e anche riconduzione della documentazione \u201csciolta\u201d, cio\u00e8 non condizionata, a tale suddivisione.<\/li>\n\n\n\n<li>Solo per la sezione di deposito si \u00e8 proceduto alla selezione della documentazione soggetta da subito allo scarto, nonch\u00e9 di quella soggetta alla previsione di scarto, predisponendo un elenco di scarto e un\u2019area di deposito dei documenti dello scarto programmato; per fare questa operazione \u00e8 stato utilizzato il \u201cMassimario di scarto per i comuni\u201d, elaborato nel novembre 2002 dalla Soprintendenza Archivistica per la Toscana, nonch\u00e9 il modello di Manuale di gestione contenuto nel quaderno CNIPA n. 21\/2006 che include un Massimario di scarto pi\u00f9 recente. Le carte proposte allo scarto non hanno importanza storica e hanno esaurito il valore giuridico e amministrativo. Questo intervento, oltre che previsto dalla prassi archivistica, era necessario per creare spazio vitale senza il quale non sarebbe stato materialmente possibile lavorare. Si \u00e8 quindi proceduto all\u2019estrazione della documentazione da eliminare, previa autorizzazione della competente Soprintendenza Archivistica, al suo posizionamento nelle scatole di cui si \u00e8 fatto un elenco immediato; viceversa, le carte il cui valore giuridico amministrativo non \u00e8 ancora esaurito sono state sistemate nella \u201csezione per lo scarto programmato\u201d, situata nella sala di consultazione.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Problemi e scelte archivistiche del riordino 2010<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le carte d\u2019archivio non si \u00e8 ritrovato alcuno strumento di corredo che possa testimoniare un precedente ordinamento dei documenti storici, ma solo due titolari di classificazione:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\">\n<li>un \u201cManuale per l\u2019archivio del Comune\u201d (senza data, ma presumibilmente della prima met\u00e0 del \u2018900) con la enunciazione teorica delle 15 Categorie, classi e sottoclassi, della Circolare Astengo del 1897, e che nel confronto con il materiale documentario, \u00e8 parso non corrispondente alla sua reale organizzazione, poich\u00e9 troppo analitico nella suddivisione delle singole sottoclassi (fascicoli) e nella loro descrizione;<\/li>\n\n\n\n<li>un altro Titolario (anch\u2019esso senza data, ma, comunque, riconducibile, presumibilmente, allo stesso periodo) e suddiviso sempre nelle 15 Categorie con le classi relative, che \u00e8 sembrato rispecchiare meglio la realt\u00e0 dell\u2019archivio. Esso, infatti, suddivide il materiale documentario in Categorie e classi non scendendo nel dettaglio dei singoli affari relativi a ciascuna classe, proprio come si desume dall\u2019organizzazione dei documenti dell\u2019archivio.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questa situazione e in seguito ad un esame pi\u00f9 approfondito delle carte d\u2019archivio storico sono emerse alcune criticit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>la presenza di documentazione mista (carteggio e serie, anche appartenente a fondi aggregati), separata da quella condizionata in faldoni, riunita in scatoloni e parzialmente caotica.<\/li>\n\n\n\n<li>La quasi totale assenza di segnature di classificazione sui fascicoli, registri, volumi (unit\u00e0 archivistiche)<\/li>\n\n\n\n<li>La sommariet\u00e0 e, spesso, l\u2019inattendibilit\u00e0 degli estremi cronologici e della descrizione del contenuto presenti sui faldoni e talora sui fascicoli, che sono definiti in modo certo solo per&nbsp; l\u2019appartenenza ad una determinata Categoria.<\/li>\n\n\n\n<li>La presenza di corrispondenza, in alcuni periodi, divisa per anni (per il 1936-1937) o per mesi (per il 1944-1945) ma tutta quanta riunita nella Cat. I, anche se le carte si riferiscono a tutte le 15 Categorie.<\/li>\n\n\n\n<li>La presenza di corrispondenza, dal 1959 al 1970, appartenente a singole Categorie, ma riguardante gli affari di tutte le classi della Categoria cui si riferiscono e riunita in fascicoli annuali condizionati insieme.<\/li>\n\n\n\n<li>La presenza di corrispondenza (dal 1965 al 1969), \u201csciolta\u201d ed in disordine, appartenente a Categorie diverse, ma riconducibile ad un anno specifico.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sulla base degli elementi fin qui rilevati, in particolare la mancanza di un precedentemente ordinamento sufficientemente articolato e considerata anche la scarsezza di documentazione Sette-Ottocentesca<a href=\"#_ftn3\" id=\"_ftnref3\">[3]<\/a>, si \u00e8 scelto di non creare sezioni cronologiche del fondo principale; al contrario si \u00e8 preferito ricondurre tutto il carteggio alle 15 Categorie del Titolario riferito alla Circolare Astengo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Relativamente alla classificazione della documentazione dell\u2019archivio di deposito, anche questa non inventariata e classificata, se non per Categorie, \u00e8 stato invece utilizzato il Titolario messo a disposizione nell\u2019attuale sistema di protocollo informatico \u201cEgisto\u201d.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p class=\"has-large-font-size wp-block-paragraph\"><strong><em>Schedatura e riordinamento del 2010<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019archivio \u00e8 stato riordinato nel 2010 con il <em>software<\/em> applicativo \u201cGuarini Archivi\u201d, (elaborato dalla Regione Piemonte con il supporto informatico del CSI Piemonte) attraverso le seguenti operazioni:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>schedatura dettagliata di tutte le unit\u00e0 archivistiche individuate (quasi sempre fascicoli o registri) tramite una scheda informatica che contiene, incasellate in alcuni campi, tutte le informazioni utili alla caratterizzazione di ciascuna unit\u00e0. (La descrizione operata in tali campi \u00e8 avvenuta nel pieno rispetto delle norme I.S.A.D., regole internazionali di descrizione archivistica). Contemporaneamente \u00e8 stato effettuato il condizionamento del materiale documentario, ossia la sistemazione delle unit\u00e0 archivistiche in nuove camicie (ossia cartelline) e l\u2019apposizione su ognuna di esse (sia che fosse per fascicolo sia per registro) di un numero provvisorio e progressivo.<\/li>\n\n\n\n<li>Inserimento virtuale di ogni scheda informatica nella struttura gerarchica informatica (albero) che descrive, articolandoli, i fondi individuati e le serie tipologiche; nel caso del fondo comunale riproduce anche il Titolario scelto per la classificazione del carteggio.<\/li>\n\n\n\n<li>Assegnazione ad ogni scheda di un numero definitivo formato da codice costituito dalla sigla del fondo che la contiene (ad es. ASCA per l\u2019Archivio Storico del Comune di Arignano) e della relativa attribuzione di una numerazione di corda progressiva, al fine della riconoscibilit\u00e0 di tutto il materiale documentario. &nbsp;Pi\u00f9 nello specifico va detto che per ogni fondo \u00e8 stata utilizzata la corda chiusa con sigla univoca per ognuno; nella sezione di deposito \u00e8 stata invece utilizzata la corda aperta sia nelle serie sia nel carteggio, cos\u00ec da consentire l\u2019integrazione futura delle serie e della corrispondenza aggiungendo in coda gli ultimi ingressi.<\/li>\n\n\n\n<li>Apposizione di un\u2019etichetta identificativa su ogni unit\u00e0 archivistica recante il nome dell\u2019ente produttore, il numero definitivo ed il titolo dell\u2019unit\u00e0; distribuzione logica, secondo l\u2019ordinamento informatico, dei fascicoli nei faldoni (anch\u2019essi sostituiti con quelli nuovi) e collocati nei nuovi armadi, chiusi e compatti, posti al secondo piano del locale in cui si \u00e8 svolto il riordino. I faldoni sono stati etichettati e l\u2019etichetta riporta l\u2019ente produttore, l\u2019indicazione della serie o della categoria, l\u2019intervallo dei fascicoli contenuti e l\u2019anno del riordino.<\/li>\n\n\n\n<li>Redazione dell\u2019inventario.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Consultabilit\u00e0 delle carte (normativa su accesso e privacy)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si ricorda inoltre che un Archivio non \u00e8 una biblioteca: pertanto il materiale deve essere consultato in loco e non pu\u00f2, senza permesso della competente Soprintendenza Archivistica, essere asportato o concesso in prestito. L\u2019Archivio Storico del Comune di Arignano \u00e8 aperto alla consultazione, come previsto dal D.P.R. del 30 settembre 1963, n. 1409, art. 30 lettera d: \u201cgli Enti debbono consentire la consultazione a chi, per motivi di studio, ne faccia richiesta\u201d, quindi previo appuntamento. La consultazione dei documenti dell\u2019Archivio di Arignano pu\u00f2 aver luogo solo con l\u2019assistenza del personale addetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tenga presente che, come previsto dal codice per la protezione dei dati personali D.Lgs n. 196 del 2003 (che tuttavia all\u2019art. 59 conferma la L. n. 241 del 1990 e successiva normativa sul diritto all\u2019accesso ai documenti amministrativi), certa parte di documentazione oggetto del presente inventario \u00e8 soggetta a tutela in quanto contiene dati sensibili (ad es. fascicoli del personale con datazione non caduta in prescrizione). La normativa ha individuato tre principali categorie di atti sottratti alla libera consultazione, salvo autorizzazione:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">1) i documenti contenenti i dati di cui agli art. 22 e 24 della legge n. 675\/1996 successive modifiche (convinzioni religiose o politiche, ecc.) che sono coperti per quarant\u2019anni dalla loro data;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2) i documenti contenenti dati idonei a rivelare lo stato di salute o i rapporti riservati di natura famigliare, che sono coperti per settant\u2019anni;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">3) i documenti riservati relativi alla politica interna od estera dello Stato, che sono coperti per cinquant\u2019anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In deroga a quanto sopra richiamato, taluni documenti possono essere oggetto di un\u2019istanza di accesso, ai sensi della legge n. 241\/1990, per comprovati interessi amministrativi, giuridici o economici (su tale istanza si esprime l\u2019Ente che ha prodotto e detiene i documenti), oppure di un\u2019istanza di consultazione per scopi storico-scientifici da indirizzarsi alla locale Prefettura o al Ministero dell&#8217;Interno.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Guida alla lettura dell\u2019inventario<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">All\u2019interno della struttura informatica creata nel software \u201cGuarini Archivi\u201d, oggi riversata su \u201cM\u00e8mora\u201d, sono inserite tutte le schede, ognuna delle quali rappresenta un\u2019unit\u00e0 archivistica (ossia un fascicolo, un registro, etc.).\u00a0 Ogni scheda informatica era composta da quattordici campi, qui elencati:\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0 archivio: campo che contiene l\u2019intitolazione del soggetto produttore dell\u2019ente che ha prodotto, nel corso della sua attivit\u00e0, un complesso di documenti;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; codice paese: campo in cui \u00e8 riportato il paese di appartenenza del soggetto produttore;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; istituto di conservazione: campo in cui \u00e8 indicato l\u2019ente presso il quale si conserva il fondo;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; segnatura definitiva: campo in cui \u00e8 riportato il numero progressivo dato ad ogni fascicolo;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; segnatura \u201coriginale\u201d: campo in cui sono riportati, quando presenti, il numero di categoria, di classe e di fascicolo attribuiti all\u2019unit\u00e0 archivistica (oppure al faldone nel quale questa si trovava);<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; titolo originale: campo in cui \u00e8 stato riportato, quando presente, il tenore del titolo apposto alle carte in origine, generalmente coevo al documento stesso;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; titolo attribuito: campo nel quale si \u00e8 andato a specificare il contenuto del fascicolo qualora le informazioni relative al suo contenuto non fossero risultate chiare o corrette nel titolo originale, oppure quando il fascicolo non porta titolo in origine;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; contenuto: campo in cui sono segnalati dati integranti le informazioni di carattere specifico riguardanti il fascicolo, come documenti notevoli contenuti nel fascicolo e chiarificazioni necessarie per la corretta comprensione delle tematiche contenute nel fascicolo stesso;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; estremi cronologici: campi in cui sono riportate le datazioni di ogni unit\u00e0 archivistica (anno, mese, giorno iniziali e finali) o datazioni meno esatte (mese o anno);<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; note alla data: campo nel quale sono contenute informazioni suppletive ai campi relativi alla datazione;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; aspetto fisico: campo in cui sono segnalati i caratteri tipologici dell\u2019unit\u00e0 archivistica;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; lingua: campo in cui viene rimarcata la lingua in cui \u00e8 stato scritto un documento quando non lo \u00e8 in italiano;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; note: campo in cui sono segnalati dati integranti le informazioni di carattere generale del fascicolo, in particolar modo appunti sullo stato di conservazione quando precario;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00b7&nbsp;&nbsp;&nbsp; campo del compilatore: campo nel quale \u00e8 contenuta la \u201cfirma del compilatore\u201d oltre le date di formazione e modifica della scheda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a>L\u2019albero si presenta a livelli, ogni livello ha un triangolino giallo a sinistra e se lo si clicca si scenda al livello inferiore fino all\u2019ultimo costituito dall\u2019unit\u00e0 archivistica\/scheda.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando si apre l\u2019ultimo livello relativo all\u2019unit\u00e0 archivistica si vede che la stessa riporta codice indicante sigla e numero della segnatura definitiva con i quali viene identificata l\u2019unit\u00e0 archivistica, titolo e descrizione del contenuto dell\u2019unit\u00e0 archivistica, estremi cronologici, quantit\u00e0, tipologia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ESEMPIO:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>AEAP 20&nbsp; <\/strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; \u201c<strong>Taglio bosco ceduo 1938\u201d&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/strong>1938 &#8211; 1939<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Avvisi d\u2019asta, capitolati d\u2019incanto, verbali di aggiudicazione del taglio bosco, domande collaudo. I boschi di cui si tratta sono nelle localit\u00e0 Dassano, Cavallotti, Locana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1 fascicolo<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> Fanno eccezione le parti recenti di alcune serie (deliberazioni di Consiglio e Giunta, Mutui, Verbali CEC, Contratti), che per questioni di praticit\u00e0 di consultazione ancora si trovano negli uffici comunali. Allo stesso modo l\u2019intero fondo dello Stato Civile Italiano, compresi i registri parrocchiali, \u00e8 conservato presso l\u2019ufficio anagrafe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref2\" id=\"_ftn2\">[2]<\/a> In occasione, per esempio, della demolizione del palazzo municipale (al posto del quale oggi si trovano le scuole elementari) presso il castello soprano, avvenuta nel 1963 (vedi atti lite con Maggiore Ferrero, scheda ASCA 731).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref3\" id=\"_ftn3\">[3]<\/a> La parte di carte Sette-Ottocentesca si limita, nel fondo principale ad alcune unit\u00e0 inserite nelle Delibere originali, nel Catasto, nelle Liste di leva e in alcuni documenti singoli inseriti nel carteggio (Categoria 1, classe 1); nei fondi aggregati solo lo Stato Civile Italiano e la Congregazione di Carit\u00e0 annoverano documenti Ottocenteschi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2022 il database realizzato nel 2010 sul software regionale Guarini Archivi di Regione Piemonte, \u00e8 stato riversato sul software di \u201cnuova generazione\u201d M\u00e8mora sempre realizzato da Regione Piemonte. 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