{"id":2,"date":"2022-09-07T12:49:57","date_gmt":"2022-09-07T10:49:57","guid":{"rendered":"http:\/\/arignano.retedellacollinatorinese.it\/?page_id=2"},"modified":"2023-08-01T16:38:12","modified_gmt":"2023-08-01T14:38:12","slug":"archivio","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-arignano\/index.php\/archivio\/","title":{"rendered":"Archivio"},"content":{"rendered":"\n
Nel 2022 il database realizzato nel 2010 sul software regionale Guarini Archivi<\/em> di Regione Piemonte, \u00e8 stato riversato sul software di \u201cnuova generazione\u201d M\u00e8mora<\/em> sempre realizzato da Regione Piemonte. La consultazione on line avviene su questo nuovo database, ma i campi sono sempre gli stessi descritti nella storia archivistica a seguire.<\/p>\n\n\n\n L\u2019inventario \u00e8 consultabile on line cliccando sul pulsante<\/p>\n\n\n\n Storia archivistica<\/strong><\/p>\n\n\n\n Locali e documentazione prima del riordino del 2010<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n L\u2019archivio del Comune di Arignano nel 2010 era collocato quasi totalmente[1]<\/a> in locali dell’edificio che fu dell’asilo “Ernestina Costa di Trinit\u00e0”. Tali locali sono propriet\u00e0 del Comune, grazie alla donazione dell\u2019asilo, ex Ente Comunale di Assistenza, avvenuta al momento della sua estinzione (cfr. deliberazione del C.C. n. 63, anno 1981).<\/p>\n\n\n\n Il riordino \u00e8 stato realizzato in questi locali attrezzati dall\u2019amministrazione comunale con armadi compatti.<\/p>\n\n\n\n L\u2019intero fondo \u00e8 composto delle sezioni storica e di deposito dell\u2019archivio comunale, nonch\u00e9 dai fondi aggregati, vale a dire archivi prodotti da enti istituiti per svolgere alcune funzioni su \u201cdelega\u201d del Comune oppure da enti centrali, che \u201cdelegano\u201d il Comune allo svolgimento di una funzione.<\/p>\n\n\n\n L\u2019archivio \u00e8 dunque cos\u00ec composto:<\/p>\n\n\n\n Prima del riordino la documentazione si presentava sparpagliata con documenti, in parte raccolti in faldoni collocati in scaffali metallici, in parte ammassati a terra sciolti o riuniti in scatoloni, spesso con confusione tra le carte dell\u2019archivio storico e quelle del deposito, nonch\u00e9 tra le diverse serie tipologiche e anche tra le carte degli enti aggregati.<\/p>\n\n\n\n \u00c9 stato dunque necessario selezionare preventivamente il materiale documentario rinvenuto, suddividendolo in diversi insiemi cronologici o di enti produttori e di serie, attraverso le seguenti e successive fasi:<\/p>\n\n\n\n Problemi e scelte archivistiche del riordino 2010<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n Tra le carte d\u2019archivio non si \u00e8 ritrovato alcuno strumento di corredo che possa testimoniare un precedente ordinamento dei documenti storici, ma solo due titolari di classificazione:<\/p>\n\n\n\n In questa situazione e in seguito ad un esame pi\u00f9 approfondito delle carte d\u2019archivio storico sono emerse alcune criticit\u00e0:<\/p>\n\n\n\n Sulla base degli elementi fin qui rilevati, in particolare la mancanza di un precedentemente ordinamento sufficientemente articolato e considerata anche la scarsezza di documentazione Sette-Ottocentesca[3]<\/a>, si \u00e8 scelto di non creare sezioni cronologiche del fondo principale; al contrario si \u00e8 preferito ricondurre tutto il carteggio alle 15 Categorie del Titolario riferito alla Circolare Astengo.<\/p>\n\n\n\n Relativamente alla classificazione della documentazione dell\u2019archivio di deposito, anche questa non inventariata e classificata, se non per Categorie, \u00e8 stato invece utilizzato il Titolario messo a disposizione nell\u2019attuale sistema di protocollo informatico \u201cEgisto\u201d.<\/p>\n\n\n\n\n\n Schedatura e riordinamento del 2010<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n L\u2019archivio \u00e8 stato riordinato nel 2010 con il software<\/em> applicativo \u201cGuarini Archivi\u201d, (elaborato dalla Regione Piemonte con il supporto informatico del CSI Piemonte) attraverso le seguenti operazioni:<\/p>\n\n\n\n Consultabilit\u00e0 delle carte (normativa su accesso e privacy)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n Si ricorda inoltre che un Archivio non \u00e8 una biblioteca: pertanto il materiale deve essere consultato in loco e non pu\u00f2, senza permesso della competente Soprintendenza Archivistica, essere asportato o concesso in prestito. L\u2019Archivio Storico del Comune di Arignano \u00e8 aperto alla consultazione, come previsto dal D.P.R. del 30 settembre 1963, n. 1409, art. 30 lettera d: \u201cgli Enti debbono consentire la consultazione a chi, per motivi di studio, ne faccia richiesta\u201d, quindi previo appuntamento. La consultazione dei documenti dell\u2019Archivio di Arignano pu\u00f2 aver luogo solo con l\u2019assistenza del personale addetto.<\/p>\n\n\n\n Si tenga presente che, come previsto dal codice per la protezione dei dati personali D.Lgs n. 196 del 2003 (che tuttavia all\u2019art. 59 conferma la L. n. 241 del 1990 e successiva normativa sul diritto all\u2019accesso ai documenti amministrativi), certa parte di documentazione oggetto del presente inventario \u00e8 soggetta a tutela in quanto contiene dati sensibili (ad es. fascicoli del personale con datazione non caduta in prescrizione). La normativa ha individuato tre principali categorie di atti sottratti alla libera consultazione, salvo autorizzazione:<\/p>\n\n\n\n 1) i documenti contenenti i dati di cui agli art. 22 e 24 della legge n. 675\/1996 successive modifiche (convinzioni religiose o politiche, ecc.) che sono coperti per quarant\u2019anni dalla loro data;<\/p>\n\n\n\n 2) i documenti contenenti dati idonei a rivelare lo stato di salute o i rapporti riservati di natura famigliare, che sono coperti per settant\u2019anni;<\/p>\n\n\n\n 3) i documenti riservati relativi alla politica interna od estera dello Stato, che sono coperti per cinquant\u2019anni.<\/p>\n\n\n\n In deroga a quanto sopra richiamato, taluni documenti possono essere oggetto di un\u2019istanza di accesso, ai sensi della legge n. 241\/1990, per comprovati interessi amministrativi, giuridici o economici (su tale istanza si esprime l\u2019Ente che ha prodotto e detiene i documenti), oppure di un\u2019istanza di consultazione per scopi storico-scientifici da indirizzarsi alla locale Prefettura o al Ministero dell’Interno.<\/p>\n\n\n\n All\u2019interno della struttura informatica creata nel software \u201cGuarini Archivi\u201d, oggi riversata su \u201cM\u00e8mora\u201d, sono inserite tutte le schede, ognuna delle quali rappresenta un\u2019unit\u00e0 archivistica (ossia un fascicolo, un registro, etc.).\u00a0 Ogni scheda informatica era composta da quattordici campi, qui elencati:\u00b7\u00a0\u00a0\u00a0 archivio: campo che contiene l\u2019intitolazione del soggetto produttore dell\u2019ente che ha prodotto, nel corso della sua attivit\u00e0, un complesso di documenti;<\/p>\n\n\n\n \u00b7 codice paese: campo in cui \u00e8 riportato il paese di appartenenza del soggetto produttore;<\/p>\n\n\n\n \u00b7 istituto di conservazione: campo in cui \u00e8 indicato l\u2019ente presso il quale si conserva il fondo;<\/p>\n\n\n\n \u00b7 segnatura definitiva: campo in cui \u00e8 riportato il numero progressivo dato ad ogni fascicolo;<\/p>\n\n\n\n \u00b7 segnatura \u201coriginale\u201d: campo in cui sono riportati, quando presenti, il numero di categoria, di classe e di fascicolo attribuiti all\u2019unit\u00e0 archivistica (oppure al faldone nel quale questa si trovava);<\/p>\n\n\n\n \u00b7 titolo originale: campo in cui \u00e8 stato riportato, quando presente, il tenore del titolo apposto alle carte in origine, generalmente coevo al documento stesso;<\/p>\n\n\n\n \u00b7 titolo attribuito: campo nel quale si \u00e8 andato a specificare il contenuto del fascicolo qualora le informazioni relative al suo contenuto non fossero risultate chiare o corrette nel titolo originale, oppure quando il fascicolo non porta titolo in origine;<\/p>\n\n\n\n \u00b7 contenuto: campo in cui sono segnalati dati integranti le informazioni di carattere specifico riguardanti il fascicolo, come documenti notevoli contenuti nel fascicolo e chiarificazioni necessarie per la corretta comprensione delle tematiche contenute nel fascicolo stesso;<\/p>\n\n\n\n \u00b7 estremi cronologici: campi in cui sono riportate le datazioni di ogni unit\u00e0 archivistica (anno, mese, giorno iniziali e finali) o datazioni meno esatte (mese o anno);<\/p>\n\n\n\n \u00b7 note alla data: campo nel quale sono contenute informazioni suppletive ai campi relativi alla datazione;<\/p>\n\n\n\n \u00b7 aspetto fisico: campo in cui sono segnalati i caratteri tipologici dell\u2019unit\u00e0 archivistica;<\/p>\n\n\n\n \u00b7 lingua: campo in cui viene rimarcata la lingua in cui \u00e8 stato scritto un documento quando non lo \u00e8 in italiano;<\/p>\n\n\n\n \u00b7 note: campo in cui sono segnalati dati integranti le informazioni di carattere generale del fascicolo, in particolar modo appunti sullo stato di conservazione quando precario;<\/p>\n\n\n\n \u00b7 campo del compilatore: campo nel quale \u00e8 contenuta la \u201cfirma del compilatore\u201d oltre le date di formazione e modifica della scheda.<\/p>\n\n\n\n L\u2019albero si presenta a livelli, ogni livello ha un triangolino giallo a sinistra e se lo si clicca si scenda al livello inferiore fino all\u2019ultimo costituito dall\u2019unit\u00e0 archivistica\/scheda.<\/a><\/p>\n\n\n\n Quando si apre l\u2019ultimo livello relativo all\u2019unit\u00e0 archivistica si vede che la stessa riporta codice indicante sigla e numero della segnatura definitiva con i quali viene identificata l\u2019unit\u00e0 archivistica, titolo e descrizione del contenuto dell\u2019unit\u00e0 archivistica, estremi cronologici, quantit\u00e0, tipologia.<\/p>\n\n\n\n ESEMPIO:<\/p>\n\n\n\n AEAP 20 <\/strong> \u201cTaglio bosco ceduo 1938\u201d <\/strong>1938 – 1939<\/p>\n\n\n\n Avvisi d\u2019asta, capitolati d\u2019incanto, verbali di aggiudicazione del taglio bosco, domande collaudo. I boschi di cui si tratta sono nelle localit\u00e0 Dassano, Cavallotti, Locana.<\/p>\n\n\n\n 1 fascicolo<\/p>\n\n\n\n [1]<\/a> Fanno eccezione le parti recenti di alcune serie (deliberazioni di Consiglio e Giunta, Mutui, Verbali CEC, Contratti), che per questioni di praticit\u00e0 di consultazione ancora si trovano negli uffici comunali. Allo stesso modo l\u2019intero fondo dello Stato Civile Italiano, compresi i registri parrocchiali, \u00e8 conservato presso l\u2019ufficio anagrafe.<\/p>\n\n\n\n\n
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Guida alla lettura dell\u2019inventario<\/h4>\n\n\n\n
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